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SORI’, LA FATICA DEL SORRISO – comunicato stampa

A Santo Stefano Belbo il 13 febbraio il CONSORZIO dell’ ASTI DOCG ha presentato il volume: SORI’, LA FATICA DEL SORRISO.

Un testo che raccoglie le testimonianze di tredici vignaioli del moscato impegnati a coltivare le vigne più “eroiche”. E’ stato scritto da Lorenzo Tablino. con foto di Enzo Massa e ritratti di Riccardo Bosia e contributi di Roberto Cerrato, Claudio Riccabone e Daniele Eberle.

Il Consorzio lo ha editato anche con testo in inglese a fronte. 
Si è riaccesa così l’attenzione su una delle realtà più suggestive della viticoltura piemontese. Le vigne che toccano il cielo, con pendenze del 50%, superiori a quelle che affrontano i ciclisti del Giro d’Italia o del Tour de France, vanno salvaguardate. I Sorì sono preziosi per mantenere un tessuto vitivinicolo e paesaggistico unico, ottenuto grazie al lavoro di generazioni di vignaioli e oggi reso ancora più prestigioso dal riconoscimento a patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Sono con i loro filari disegnati tra le nuvole e i terrazzamenti con i muretti a secco, un’affascinante meta enoturistica.

Sono 360 gli ettari di vigne di moscato con queste straordinarie caratteristiche che il Consorzio dell’Asti intende tutelare e difendere.

L’incontro di Santo Stefano Belbo, ha inoltre offerto l’occasione per mettere a confronto altre esperienze di tutela di viticolture “estreme” in Italia e in Europa  con testimonianze di viticoltori delle Cinque Terre e della Valtellina.

 

SORI’ e FLAVESCENZA – rassegna stampa

Ancora articoli delle testate giornalistiche Nazionali

MODIFICA DEL DISCIPLINARE “ASTI” docg

scarica la nuova circolare

SORI’, LA FATICA DEL SORRISO – materiale video dell’ incontro

Sul canale YT del Consorzio dell’ Asti DOCG sono disponibili i video dell’ intero incontro tenutosi il 13 Febbraio 2015 a Santo Stefano Belbo dove è stato presentato il nuovo libro: SORI’, LA FATICA DEL SORRISO edito dal Consorzio.

https://www.youtube.com/watch?v=GUhmzeTNd_Q

https://www.youtube.com/watch?v=w1AG-BNOTG4

https://www.youtube.com/watch?v=PM14189babM

https://www.youtube.com/watch?v=sbQbwpa4JNM

https://www.youtube.com/watch?v=w4HNIhAgh2c

https://www.youtube.com/watch?v=6sAKpJp5xAc

https://www.youtube.com/watch?v=L-ARLsny_rs

 

“UNA BATTAGLIA VITALE” rassegna stampa

La stampa nazionale continua a parlare dell’ incontro promosso dal Consorzio dell’ Asti DOCG sulla Flavescenza Dorata.

UNA BATTAGLIA VITALE materiale video delle relazioni

Ai seguenti Link  è possibile visionare i video delle relazioni sul canale You Tube del Consorzio dell’ Asti DOCG.

https://www.youtube.com/watch?v=kGmTi4rlSdY

https://www.youtube.com/watch?v=8Jdpy0SQE28

https://www.youtube.com/watch?v=rq6h58pJmZs

https://www.youtube.com/watch?v=uygOCq9shmI

https://www.youtube.com/watch?v=S064wbLcWTg

https://www.youtube.com/watch?v=IzIQw0qopV0

 

SORI’ LA FATICA DEL SORRISO rassegna stampa

I primi articoli della stampa nazionale presentano l’ incontro che si terra domani, 13 febbraio 2015 a Santo Stefano Belbo.

SORI’, LA FATICA DEL SORRISO – Come salvare e valorizzare le vigne di moscato

Si torna a parlare di SORI’, dopo l’incontro di Canelli del 2013 il Consorzio di tutela dell’Asti riaccende l’attenzione su una delle realtà più suggestive della viticoltura piemontese. Le vigne che toccano il cielo, con pendenze superiori a quelle che affrontano i ciclisti del Giro d’Italia o del Tour de France, vanno salvaguardate e tutelate. I Sorì sono preziosi per mantenere un tessuto vitivinicolo e paesaggistico unico, ottenuto grazie al lavoro di generazioni di vignaioli e oggi reso ancora più prestigioso dal riconoscimento a patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Sono con i loro filari disegnati tra le nuvole e i terrazzamenti con i muretti a secco, un’affascinante meta enoturistica.

La Commissione qualità, prevista dall’accordo interprofessionale del Moscato, ha definito come Sorì i vigneti con una pendenza di almeno il 50%, censendo 330 ettari di filari e terrazzamenti coltivati da poco più di 600 produttori di moscato con pochi o nessun supporto meccanico.

A loro si rivolge l’attenzione del Consorzio e della commissione regionale editando il volume  “Sorì, la fatica del sorriso” dove si raccolgono, ad opera del coautore Lorenzo Tablino, tredici testimonianze di vignaioli e se ne traccia la straordinaria vicenda storica e sociale.

Il volume, stampato anche con testo in inglese, è arricchito dalle fotografie di Enzo Massa e dai ritratti di Riccardo Bosia e completato dagli interventi di Roberto Cerrato direttore del comitato per il riconoscimento dell’Unesco dei territori del vino e dal geologo Claudio Riccabone. In appendice una serie di interessanti elaborazioni statistiche che inseriscono i Sorì nel più vasto panorama dei diecimila ettari della viticoltura del Moscato d’Asti docg.

L’incontro di Santo Stefano Belbo, condotto dal giornalista Sergio Miravalle, oltre alla presentazione del libro, offrirà l’occasione per mettere a confronto altre esperienze di tutela di viticolture “estreme” in Italia e in Europa.

Ne parleranno vignaioli delle Cinque Terre e della Valtellina.

 

L’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero illustrerà le iniziative per contribuire al mantenimento dei Sorì come patrimonio vivo della viticoltura piemontese a tutela anche dell’assetto idrogeologico di territori fragili e unici. Sarà fatto il punto sulle recenti misure a sostegno delle viticolture “eroiche” elaborate dall’Arev (Associazione europea delle regioni vitivinicole).

Enrico Zola, che ha coordinato per anni il tavolo vitivinicolo regionale mostrerà l’esempio di una nuova carta digitale che consente di individuare i vigneti con una mappatura di precisione di 25 metri per 25 metri con inserimento di parametri scientifici e orografici.

L’esperienze di altre zone europee di viticoltura eroica saranno illustrate da Gianluca Macchi, agronomo dell’Accademia della Vite e del vino.

Giovanni Bosco, presidente del Ctm, Coordinamento terre del Moscato illustrerà la sua proposta per valorizzare il prodotto ottenuto da queste vigne.

Alberto Cirio, componente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo condividerà l’espressione del territorio viticolo nel panorama europeo.

Giorgio Bosticco, direttore del Consorzio e presidente della Commissione qualità, concluderà gli interventi, con l’impegno del Consorzio per dar seguito a proposte e progetti condivisi.

Seguirà un brindisi benaugurale con Moscato d’Asti e Asti docg e dolci tradizionali della Valle Belbo.

 

MATERIALE RELAZIONI FLAVESCENZA DORATA “UNA BATTAGLIA VITALE”

Disponibile il download delle relazioni degli intervenuti all’ incentro sulla Flavescenza Dorata “UNA BATTAGLIA VITALE” tenutosi al Teatro Alfieri il 5 febbraio 2015

“Elaborazione di un protocollo di monitoraggio e difesa per Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata”,
prof. Alberto ALMA, Università degli Studi di Torino

Ruolo delle viti rinselvatichite e ampiezza di spostamento dello scaphoideus, definisce tramite l’impiego di albumina irrorata in incolti con vite selvatica che lo spostamento dell’insetto supera i 2 km

Prova sull’utilizzo di reti escludi insetti a protezione del vigneto, metodo di difesa alternativo

Prova nell’impiego del caolino come repellente, metodo di difesa alternativo

Ruolo dei noccioleti come zona rifugio per l’insetto vettore (molto discusso tra i viticoltori), non sono i noccioleti ma le zone fresce ed ombreggiate (alberature)

CLICCA QUI PER SCARICARE LA RELAZIONE DI ALBERTO ALMA

 

“Sensibilità varietale e diffusione del fitoplasma in viti rinselvatichite ed ospiti alternativi”
Cristina MARZACHI’, CNR Torino

Quantificazione del fitoplasma in varietà diverse e nelle viti rinselvatichite, permette di definire la sensibilità varietale e la potenzialità infettiva. Il Moscato non è resistente alla FD

Efficienza di acquisizione del fitoplasma da parte dello scaphoideus da varietà diverse, definisce la potenzialità infettiva delle varietà

Attitudine al risanamento (recovery) in varietà diverse. Si se si contengono le reinfestazioni.

Passaggio del fitoplasma attraverso il punto di innesto, su sovrainnesto Moscato su Barbera, era una idea per valutare la minore sensibilità del Moscato

CLICCA QUI PER SCARICARE LA RELAZIONE DI CRISTINA MARZACHI’

 

“Possibilità di impiego su vite di induttori di resistenza nei confronti di Flavescenza dorata e sue dinamiche in giovani impianti”
Simone LAVEZZARO, Centro di saggio VitEn Calosso

Possibilità di difesa con l’impiego degli induttori di resistenza praticato su barbatelle di varietà sensibili (Barbera e Pinot nero) termotrattate, in due zone diverse, sperimentazione a blocchi randomizzati.

Selezione massale di piante asintomatiche in vigneto colpito da FD e loro moltiplicazione per verificare se gli individui ottenuti sono resistenti a FD. Lavoro in corso

CLICCA QUI PER SCARICARE LA RELAZIONE DI SIMONE LAVEZZARO

 

“Monitoraggio dell’insetto vettore in aree pilota, valutazione del rischio e difesa guidata”
Aurelio DELVECCHIO Studio Pegaso, Torino

Il monitoraggio dell’insetto vettore e delle piante malate serve nella applicazione della lotta guidata, difendere il vigneto minimizzando l’impatto sull’operatore e l’ambiente

Il monitoraggio mette in evidenza la localizzazione delle zone a rischio e le successive scelte strategiche

Bistagno. Un altro esempio del potenziale infettivo degli incolti con vite selvatica

Protocollo per le tutela degli insetti pronubi nella difesa dallo scaphoideus

CLICCA QUI PER SCARICARE LA RELAZIONE DI AURELIO DEL VECCHIO

 

“La Flavescenza dorata della vite – un approccio territoriale per contrastarla: studio e definizione di buone pratiche”
Paolo CAMERANO, IPLA S.p.A., Torino

Dopo avere identificato da dove provengono gli insetti e in quale pianta è conservato il fitoplasma vengono definite le buone pratiche di gestione degli incolti

Caso studio nel comune di Cassine

Presentazione del manuale con le buone pratiche per la gestione degli incolti e compendio della normativa regionale

CLICCA QUI PER SCARICARE LA RELAZIONE DI PAOLO CAMERANO

 

 

 

TRE ANNI DI RICERCA SULLA FLAVESCENZA DORATA

Il progetto di ricerca sulla Flavescenza dorata della vite coordinato dal Consorzio dell’Asti è giunto al termine dopo tre anni di lavoro.

Lo studio è una esigenza che parte dalla base, dai viticoltori e dall’industria dell’Asti, preoccupati entrambi per la minaccia di una malattia a carattere epidemico particolarmente attiva in Piemonte. La flavescenza non si limita ad erodere il patrimonio vitato ma mina anche il mercato del vino e il patrimonio pubblico: il paesaggio viticolo piemontese.

La proposta di progetto nasce nel 2011 e trova la sua forza in un gruppo di lavoro composto dai migliori specialisti del Piemonte, riuniti qui oggi, che hanno lavorato in stretto contatto tra di loro, con continuo scambio di informazioni, con attività coordinata dal Consorzio. Questi sono la Facoltà di Scienze Agrarie di Torino con il prof Alberto Alma e il dr Federico Lessio per la parte entomologica; il CNR-IVV con la dr Cristina Marzachì per la parte che riguarda lo studio del fitoplasma; il centro di saggio VitEn di Calosso con il dr Albino Morando ed il dr Simone Lavezzaro per la parte che riguarda la risposta della vite alla Flavescenza; lo Studio Pegaso di Torino, con Aurelio Del Vecchio e Ivan Albertin hanno organizzato il rilevo dei dati di campo. Daniele Eberle è stato il coordinatore del progetto per conto del Consorzio, e Paola Gotta e Chiara Morone i supervisori per conto del Settore Fitosanitario Regionale.

Un altro punto di forza del progetto è stata la collaborazione con i progetti pilota, già esistenti sul territorio, delle provincie di Cuneo, Asti e Alessandria, con i quali si è operato il monitoraggio dell’insetto vettore e si decisa la strategia degli interventi in tempo reale. È qui il luogo per ringraziare tutti gli amministratori comunali, i tecnici delle OOPP, dei settori agricoltura delle rispettive Province, e gli altri professionisti che a vario titolo hanno collaborato.

La Flavescenza dorata non è una malattia originaria del Piemonte ma è diffusa in tutto il Nord Italia e nella vicina Francia dove di recente ci siamo confrontati con i maggiori esperti nella zona del Languedoc Roussillon, a Montpellier, e l’unità di Biologia e patologie dei frutti dell’INRA – Università Bordeaux Ségalen.

La malattia è la stessa ma i territori sono diversi, sta nelle capacità delle forze espresse dal territorio trovare la soluzione, non certo alla sua eradicazione, ma alla convivenza entro livelli accettabili.

Per questo motivo nel 2013 abbiamo attivato una consulenza con l’IPLA, istituto regionale che ricopre il ruolo di struttura tecnica di riferimento nel campo forestale, ambientale e in quello delle risorse energetiche.

Il nostro scopo è quello di mettere a disposizione dei viticoltori e degli amministratori locali gli strumenti per meglio interpretare il contesto in cui operano e quindi compiere delle scelte consapevoli.

Siamo consci del fatto che gli interventi di difesa della coltura possono avere impatto sull’ambiente, sull’operatore, sul consumatore, ma è proprio per questo che stiamo lavorando per renderli più efficaci e a minore impatto. Potere conoscere le dinamiche dell’insetto, se e quando è presente nel vigneto permette di posizionare al meglio gli interventi inseticidi. Potere conoscere quali suono i luoghi di rifugio di insetto e fitoplasma permette di potere scegliere le strategie di gestione del territorio più efficaci e rispettose dell’ambiente.

Inoltre il laboratorio di analisi del Consorzio ha da anni attivato un lavoro di controllo dei residui degli agrofarmaci in uva alla vendemmia, in mosti, in vino alla certificazione docg. Tutte queste informazioni ci permettono di avere chiaro il quadro della situazione per potere prendere delle decisioni strategiche.

Le conoscenze acquisite, con metodo scientifico, contro tutti gli empirismi dilaganti in questo periodo oscuro, sono importanti e costituiscono a mio avviso delle novità a carattere nazionale.

L’incontro di oggi è rivolto a tutti i viticoltori, ai tecnici del settore, agli amministratori comunali, è un tavolo tecnico che serve non solo alla trasmissione delle informazioni ma anche a raccogliere nuove idee per progetti futuri.