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L’Asti docg e il Moscato d’Asti docg in Cina con il Consorzio Piemonte Land of Perfection

Dopo dieci giorni e 25 mila chilometri percorsi è tornata in Italia la missione in Cina di “Piemonte, Land of Perfection” di cui hanno hanno fatto parte anche rappresentanti del Consorzio per la Tutela dell’Asti guidati dal direttore, Giorgio Bosticco .

La trasferta ha visto impegnati una quarantina di rappresentanti di cantine e dei principali Consorzi piemontesi (Consorzio dell’Asti docg, del Barolo e dei grandi vini di Langa, del Brachetto, della Barbera, Associazione Produttori Moscato, Vignaioli Piemontesi).

«Abbiamo acquisito un patrimonio di contatti diretti e di idee preziose e da far fruttare – commenta Andrea Ferrero, presidente di Piemonte Land of Perfection – Sarebbe facile e banale dichiarare che abbiamo conquistato la Cina, preferiamo dire che il gioco di squadra è stata la forza della compagine piemontese presentatasi unita, pur se variegata nelle proposte. Dobbiamo far conoscere il Piemonte ai cinesi partendo dal loro punto di vista».

La partecipazione d’esordio al grande Vinexpo Asia Pacific di Hong Kong ha confermato l’agguerrita presenza sul mercato asiatico di tutte le principali enologie del mondo e quindi la necessità di presentare il Piemonte come punto di forza del vino italiano, con le sue eccezionali specificità: dai grandi vini rossi, alle piccole varietà autoctone, alla sfida dei brindisi tutta la conquistare. Ogni vino una storia e dietro ad ogni etichetta un racconto da sviluppare che apporta valore e aggiunge fascino alle nostre bottiglie.

Pietro Ratti, presidente del Consorzio del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero ha una buona esperienza di cose cinesi: «Abbiamo un brand forte che si confronta a testa alta con i francesi, sappiamo di poter collocare, come già stanno facendo molte nostre aziende, il Barolo e il Barbaresco al top dell’offerta nella ristorazione d’alta gamma, ma dobbiamo aumentare la conoscenza dei nostri territori. Organizzeremo tour per giornalisti cinesi non solo quelli specializzati nel vino e siamo pronti ad accogliere i primi wine lovers cinesi».

Giorgio Bosticco, direttore del Consorzio dell’Asti e del Moscato vede nuove strade da percorrere: «Il gusto dolce naturale dei nostri vini piace anche in tutto l’Oriente: lo abbineremo alle occasioni di festa e di incontro soprattutto dei giovani e delle donne, molto importanti in una società in evoluzione come quella cinese e non solo nelle grandi città».

La Vignaioli Piemontesi, rappresentata dal direttore Pierluigi Biestro, ha colto le ottime possibilità di sviluppo anche per le proposte enologiche dalle realtà cooperative: «Nella Cina dei grandi numeri è importante poter offrire vini di qualità con volumi che garantiscano una massa critica capace di soddisfare la domanda».

La missione è proseguita in Cina con la degustazione riservata agli operatori di Canton e l’arrivo a Shanghai dove i piemontesi hanno partecipato e dato vita ad un evento eccezionale. Il battesimo enologico del nuovo “It’s Italy” il punto di incontro del made in Italy in Cina. E’ nato riutilizzando la suggestiva struttura architettonica del Padiglione Italia, costruito lungo le sponde del Fiume Giallo per l’Expo di Shanghai del 2010. Di quella kermesse mondiale, che due anni fa attirò oltre 70 milioni di visitatori sono rimasti solo la gigantesca pagoda rossa che rappresentava la Cina e altri sette padiglioni salvati per meriti architettonici. Tra questi, l’unico finora riaperto è quello italiano. Un primato di cui il console generale Vincenzo De Luca va molto fiero e lo ha ribadito alla festa sulla “Piazza della gioia”, la hall centrale del padiglione. Merito di un accordo con i cinesi. E’ nata così “It’s Italy”, che racchiude simboli e miti dell’Italia. Temi già presenti ai tempi dell’Expo: dalla moda alla cucina, dalla musica all’arte.

Nello stesso padiglione ora c’è anche ilprimo museo Ferrari al mondo (oltre alla sede di Maranello) che arricchisce questa Casa Italia in Cina visitata già da 40 mila persone nel primo mese d’apertura. E’ toccato ai piemontesi di Piemonte Land of Perfection, grazie ad un accordo con l’Enoteca italiana di Siena, inaugurare in senso enologico la “Piazza della gioia” tra la riproduzione della cupola del Brunelleschi e gli strumenti di un’intera orchestra da opera lirica sospesi alle pareti accanto ai bolidi del Cavallino rampante.

Dal rosso Ferrari al rosso di Barolo, Barbera e Brachetto: stesso colore portafortuna per i cinesi e stessa voglia di rappresentare al meglio il Made in Italy in un momento particolare per la vita del nostro Paese, dove la capacità di esportare vuol dire anche aiutare l’Italia a ritrovare il suo futuro.

Si è brindato con Asti, Moscato e Brachetto al successo di questa concreta ambasciata del gusto e dello stile italiano, che contribuirà a far crescere quella voglia di Italia e di cose italiane che già contagia i cinesi.  La delegazione è tornata in Italia con qualche numero in meno: qualcuno è volato in Corea, altri in Giappone, altri ancora hanno approfittato dei contatti cinesi per esplorare anche l’interno dell’enorme Paese e concludere affari enologici.

Lo spirito di Marco Polo è vivo.

 


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